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Alert

  • Dal 1° Luglio 2020 sarà prevista la fine del Mercato di Tutela (Clicca qui)
  • Leggi il contratto con attenzione (Clicca qui)
  • Non firmare o dare il tuo consenso telefonico prima di aver letto e compreso le condizioni di fornitura (Clicca qui)
  • Conferma il consenso nelle vendite attraverso il canale telefonico (Clicca qui)
  • Nei contratti a domicilio o telefonici o conclusi fuori dai locali commerciali hai 14 giorni per esercitare il c.d. diritto di ripensamento (Clicca qui)
  • In caso di attivazione di contratto non richiesto puoi non pagare la fattura (Clicca qui 5)
  • Ulteriori consigli utili (Clicca qui 6)

1) Introduzione

Il Legislatore ha previsto la fine del Mercato di Tutela (e quindi la completa liberalizzazione del mercato) dal 1° Luglio 2020.

Grazie alla concorrenza nei servizi di vendita al dettaglio di energia e gas i consumatori finali possono scegliere tra una pluralità e diversità di offerte, maggiormente aderenti alle proprie esigenze e che possono garantire riduzioni della spesa annuale.

Questo però ha anche portato diversi problemi e disservizi. In questi anni, abbiamo assistito ad un vero boom di contratti truffa e a comportamenti molto aggressivi da parte delle aziende di vendita tramite i promotori “porta a porta” o telefonici.

Affinché la liberalizzazione produca effetti virtuosi è necessario che i consumatori acquisiscano maggiore consapevolezza dei propri consumi e delle diverse offerte di forniture già in campo e siano posti in condizione di scegliere effettivamente secondo la propria convenienza.

2) Obblighi informativi

Il venditore è obbligato ad adempiere ad alcuni obblighi informativi: il nome e l’indirizzo del fornitore, il tipo di fornitura o di servizio, la qualità e la data dell’allacciamento; il tipo di servizio di manutenzione offerto, come ottenere informazioni sulle tariffe e i costi di manutenzione, la durata del contratto, le condizioni di rinnovo, di recesso o cessazione, a quale indennizzo o rimborso hai diritto se il fornitore non rispetta i suoi obblighi, cosa fare in caso di volontà di inviare un reclamo e come vengono risolte le controversie.

Per quanto riguarda le bollette invece vi è l’obbligo di informati i consumatori sui prezzi correnti effettivi e quanta energia è stata utilizzata, e possibilmente anche un confronto rispetto all’energia utilizzata nello stesso periodo dell’anno precedente.

3) Consenso Telefonico

Può accadere di ricevere visite o telefonate in cui gli agenti/venditori vi propongono di aderire a un’offerta che vi permetterà di evitare un aumento dei prezzi o di godere di un particolare sconto.

Quando viene proposta un’offerta molto conveniente bisogna fare molta attenzione. Infatti il prezzo totale dell’energia elettrica e del gas è composto da diverse voci: servizi il cui costo è definito dal regolatore (in misura uguale per il mercato libero e il regime di tutela) e non può essere modificato dai venditori, imposte e tasse, tra cui l’accisa e la spesa per la materia prima energia. Solo quest’ultima spesa può oggetto di regolazione e solo su questa spesa possono competere i venditori. Quindi quando viene proposto un nuovo contratto è importante controllare che il prezzo offerto sia quello complessivo e non solo il costo della spesa per la materia prima energia perché, in quest’ultimo caso, l’offerta proposta potrebbe non essere così invitante come mostrato.

È bene sempre chiedere prima di firmare un contratto un documento in cui le condizioni economiche, la durata dell’offerta e le condizioni che verranno successivamente applicate siano chiaramente esposte.

Spesso gli operatori sono insistenti e mettono fretta con la scusa che l’offerta scadrà a breve. A prescindere dall’insistenza è sempre meglio chiedere di essere ricontattati qualche giorno dopo, per avere il tempo di leggere e fare gli opportuni confronti. Essere adeguatamente informati sulle condizioni contrattuali, prima della conclusione del contratto, evita di ritrovarsi ad aver sottoscritto un contratto diverso da quanto prospettato telefonicamente o da un agente a voce.

  • IL CONSENSO TELEFONICO DEVE ESSERE CONFERMATO PER ISCRITTO

Nel caso di vendite attraverso il canale telefonico, il venditore può solo raccogliere una mera manifestazione di interesse del consumatore priva di conseguenze giuridiche. Il corretto processo di conclusione del contratto telefonico prevede il diritto del consumatore di confermare per iscritto la propria volontà di concludere il contratto, successivamente alla telefonata in cui ha manifestato il proprio interesse per l’offerta propostagli. In alternativa, il consumatore può rinunciare a tale diritto e preferire la conferma telefonica, ossia attraverso lo scambio dell’offerta e dell’accettazione su supporto durevole materiale o elettronico (ad esempio, la registrazione della telefonata), purché però vengano rispettate determinate condizioni.

In tale secondo caso, infatti, la procedura di contrattualizzazione telefonica prevede, che il consumatore, dopo essere stato informato del fatto che con la registrazione telefonica rinuncia alla forma scritta, presti:

  1. ail consenso esplicito ad effettuare la conferma della volontà di concludere il contratto su supporto durevole (e dunque a rinunciare alla forma scritta) e non il semplice consenso alla registrazione della telefonata;
  2. il consenso al cambio fornitore o al cambio dell’offerta;
  3. la conferma di tale consenso.

La registrazione telefonica deve essere messa nella piena disponibilità del consumatore (anche attraverso la trasmissione delle credenziali per accedervi sul sito Internet del venditore), in modo tale che questi possa conservarla e riprodurla.

4) Esercitare il diritto di ripensamento

Per le proposte contrattuali a distanza, ovvero negoziate fuori dai locali commerciali, al consumatore è riconosciuto all’utente il diritto di recesso detto anche “diritto di ripensamento” in quanto ha diritto di recedere, senza alcuna penalità e senza specificarne il motivo, entro il termine di 14 giorni lavorativi. Si tratta di una maggiore tutela prevista in questi casi in quanto fuori dal locali  commerciali o quando si stipulano contratti a distanza, non è il consumatore che decide di fare acquisti ma l’ acquisto molto spesso gli viene proposto per cui egli non ha la lucidità che potrebbe avere nel caso in cui invece avesse deciso di entrare in un negozio.

Tale diritto permette in ogni caso al consumatore di rivedere la propria decisione e tornare indietro se non è convinto o se scopre di essere stato ingannato su alcune caratteristiche fondamentali dell’offerta.

Si può recedere dal contratto inviando il modulo o una qualsiasi comunicazione – riportanti l’identificativo della vostra fornitura (nome/cognome intestatario, POD/PDR, codice fiscale, matricola contatore (per il gas) e la data di conclusione del contratto – agli indirizzi forniti dal venditore.

Per le vendite a domicilio, i 14 giorni di ripensamento decorrono dalla firma del modulo contrattuale oppure dall’avvenuta accettazione da parte dell’operatore della proposta di cambio fornitore prove- niente dal consumatore.

Per le vendite telefoniche, i 14 giorni di ripensamento decorrono da quando il consumatore invia la conferma scritta o riceve la registrazione della telefonata di conferma (o le credenziali per accedere a tali registrazioni sul sito Internet del venditore).

5) Attivazioni non richieste o disconoscimento del contratto

Spesso i venditori o i loro agenti tentano di carpire i dati per far cambiare fornitore all’insaputa dei consumatori. Può accadere di ricevere chiamate in cui viene chiesto di confermare il consenso reso in una precedente telefonata o anche una lettera di conferma della accettazione della richiesta di passare ad un nuovo fornitore ovvero direttamente la fattura relativa al primo mese di fornitura.

Molti venditori di energia elettrica/gas attivi nelle vendite a domicilio effettuano correttamente una “telefonata di verifica” del consenso durante la quale è possibile confermare la volontà di cambiare fornitore ovvero di negare il proprio consenso senza dover dare spiegazioni e senza costi.

È importante, in quest’ultimo caso, quindi negare la volontà di cambiare fornitore e chiedere una copia del contratto asseritamente firmato o della registrazione delle telefonate. Se la firma o la telefonata non viene riconosciuta dal consumatore è possibile disconoscere il contratto, inviando un reclamo all’indirizzo per i reclami indicato sul contratto.

Nel caso di attivazione non richiesta:

  • il consumatore ha diritto a non pagare la fornitura;
  • il consumatore può sporgere reclamo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato;
  • il fornitore non richiesto ha l’obbligo di ripristinare la situazione ex ante.

6) Consigli utili

  1. Non abbiate fretta.
  2. Leggete il contratto (o almeno le condizioni economiche di fornitura) con attenzione.
  3. Verificate l’identità del venditore: confronta le tariffe, informati sul web, cercate di comprendere l’affidabilità del gestore al quale si desidera affidarsi per la fornitura.
  4. Controllate prezzo e durata del contratto: assicuratevi della presenza delle informazioni più importanti all’interno del contratto: il prezzo unitario della materia prima energetica, le modalità di conteggio dei consumi e la variazione delle tariffe nel tempo. Verificare sempre che nel contratto vengano indicati durata e validità, condizioni limitanti per le modalità di adesione.
  5. In caso di passaggio dal regime di tutela al mercato libero controllate la “Scheda di confrontabilità” allegata alle condizioni economiche che da un’informazione sintetica sul risparmio rispetto al regime di maggior tutela.
  6. Verificate che nel contratto sia presente una sezione con l’indicazione delle modalità per esercitare diritto di recesso/ripensamento o disdetta, le modalità per inviare reclami; l’indicazione delle scadenze e tempistiche per pagare le bollette e relativa frequenza (mensile o bimestrale ecc..). Inoltre è consigliato ricercare nella bolletta riferimenti alle conseguenze di eventuali ritardi nei pagamenti e tempi necessari per il passaggio ad altro fornitore.
  7. Comparate le varie tariffe online avvalendovi di ‘siti comparatori’: questi mettono a disposizione del Consumatore la possibilità di confrontare tutte le varie tipologie di contratti/tariffe per poter scegliere consapevolmente in base alle proprie esigenze.

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