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In vista del referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari e delle elezioni regionali di settembre, Facebook, Google e Twitter hanno assunto dei precisi impegni con AGCom in materia di par condicio.

In particolare l’Authority ha chiesto di fornire agli utenti informazioni sui criteri che determinano la visualizzazione delle inserzioni sui social e sui dati, personali e non, che influiscono sulle inserzioni ricevute o visualizzate nonché sui fattori demografici, sugli interessi e sui siti web visitati che contribuiscono alle pubblicità elettorali mostrate sulle piattaforme.

Al fine di ridurre il più possibile gli episodi di disinformazione, i tre operatori si sono impegnati a contrastare le fake news attraverso servizi e strumenti di fact-checking (quindi di verifica delle notizie) e di verifica preventiva degli account degli inserzionisti di messaggi elettorali.

Considerando che la legge del 2000 sulla par condicio non si applica ai social netwok, i gestori delle piattaforme sono tenuti ad applicare le linee guida emesse in materia da AGCom già nel 2018, che prevedono il divieto di comunicazioni istituzionali e di pubblicità elettorale nel periodo delle consultazioni.

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