Boom di download per la app Clubhouse, dubbi sulla tutela della privacy degli utenti

Il 2021 ha visto la clamorosa esplosione della app Clubhouse, che nel giro di poche settimane ha pressoché raddoppiato il numero i download, raggiungendo quota 8 milioni.

L’applicazione, al momento è disponibile solo per i dispositivi Apple, sta diventando sempre più popolare, tanto da influenzare le scelte commerciali degli altri colossi social: Twitter ha avviato in via sperimentale uno strumento analogo, denominato Spaces, e anche Facebook avrebbe in programma, secondo le ultime notizie, il lancio di un servizio che potrebbe appunto entrare in competizione con la piattaforma del momento.

La popolarità, tuttavia, non mette Clubhouse al riparo dalle critiche, anzi. Da più parti sono state sollevate forti perplessità relative alla sicurezza delle informazioni personali nonché alla privacy degli utenti, soprattutto per quanto riguarda la possibile condivisione e profilazione di dati da parte della società nonché alla completezza e alla trasparenza delle informazioni fornite ai fruitori del servizio. Sulla questione è intervenuto anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali: l’Authority ha trasmesso alla società una comunicazione ufficiale in cui vengono appunto sollevate numerose criticità, relative in particolare all’informativa sulla privacy, alla registrazione temporanea degli audio, alla profilazione a scopo pubblicitario e al trasferimento delle informazioni raccolte verso gli USA.

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