Boom di download per la app Clubhouse, dubbi sulla tutela della privacy degli utenti

Il 2021 ha visto la clamorosa esplosione della app Clubhouse, che nel giro di poche settimane ha pressoché raddoppiato il numero i download, raggiungendo quota 8 milioni.

L’applicazione, al momento è disponibile solo per i dispositivi Apple, sta diventando sempre più popolare, tanto da influenzare le scelte commerciali degli altri colossi social: Twitter ha avviato in via sperimentale uno strumento analogo, denominato Spaces, e anche Facebook avrebbe in programma, secondo le ultime notizie, il lancio di un servizio che potrebbe appunto entrare in competizione con la piattaforma del momento.

La popolarità, tuttavia, non mette Clubhouse al riparo dalle critiche, anzi. Da più parti sono state sollevate forti perplessità relative alla sicurezza delle informazioni personali nonché alla privacy degli utenti, soprattutto per quanto riguarda la possibile condivisione e profilazione di dati da parte della società nonché alla completezza e alla trasparenza delle informazioni fornite ai fruitori del servizio. Sulla questione è intervenuto anche il Garante per la Protezione dei Dati Personali: l’Authority ha trasmesso alla società una comunicazione ufficiale in cui vengono appunto sollevate numerose criticità, relative in particolare all’informativa sulla privacy, alla registrazione temporanea degli audio, alla profilazione a scopo pubblicitario e al trasferimento delle informazioni raccolte verso gli USA.

I PARTNER DEL PROGETTO

Sito web realizzato nell’ambito del progetto e-RA Digitale: il consumatore incontra il web – finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018). Le attività di assistenza, consulenza, formazione ed informazione promosse nell’ambito della realizzazione del progetto e-RA DIGITALE sono rese a titolo gratuito




Tik Tok blocca l’accesso ai minori di 13 anni

Dopo i recenti, drammatici fatti di cronaca di cui si sono resi protagonisti giovanissimi utenti di Tik Tok e i provvedimenti adottati dall’Autorità Garante per la Protezione dei Dati personali, il popolare social network ha introdotto una funzionalità per bloccare l’accesso agli utenti di età inferiore ai 13 anni. La società si appresta inoltre a lanciare una campagna informativa per sensibilizzare sia gli utilizzatori della piattaforma che le famiglie nonché a valutare e l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale per la verifica dell’età, per il cui utilizzo però è necessario svolgere verifiche preliminari per tutelare il diritto alla protezione dei dati dei minori. Di fatto verranno bloccati di default tutti gli account, i cui titolari dovranno comunicare alla piattaforma la propria data di nascita: nel caso in cui l’età sia inferiore ai 13 anni, il profilo verrà cancellato. Gli utenti sono stati informati del nuovo requisito relativo all’età e al blocco degli account tramite notifiche push trasmesse attraverso la app, su cui è stata inoltre migliorata la sintesi dell’informativa privacy, e sono stati anche pubblicati alcuni banner contenenti informazioni relative agli strumenti di sicurezza e alle modalità con cui impostare il profilo “privato”.

A queste misure si aggiunge poi la possibilità per tutti gli utenti di segnalare, tramite un pulsante dedicato, qualsiasi profilo sembri appartenere ad un minore di 13 anni.

Considerando la gravità dei recenti episodi che hanno coinvolto ragazzi appena adolescenti, l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali ha deciso di rafforzare l’azione di tutela nei confronti realizzando, in collaborazione con Telefono Azzurro, una campagna finalizzata a sensibilizzare le famiglie sull’importanza di monitorare con attenzione l’attività dei ragazzi sui social.

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Con la pandemia aumenta il tempo medio giornaliero trascorso online

I radicali cambiamenti imposti dalla pandemia nonché le necessarie misure anti-Covid hanno fatto crescere in misura esponenziale l’utilizzo della Rete nel nostro Paese. La diffusione dello smartworking e della didattica a distanza ma anche un aumento generale del tempo trascorso nell’ambiente domestico nonché la necessità di ridurre al minimo gli spostamenti e i contatti con le altre persone hanno portato gli italiani a trascorrere su Internet una parte della giornata decisamente superiore rispetto a quanto non sia accaduto in passato. Stando ai risultati di un’indagine condotta da Comscore, nel mese di dicembre dell’anno appena concluso gli utenti hanno navigato in Rete per un tempo medio quotidiano di 2 ore e 46 minuti a testa, con un aumento del tempo trascorso online del 26% rispetto al 2019. A far registrare l’incremento maggiore sono gli utenti di età compresa tra i 18 e i 24 anni, con una media di oltre 3 ore e mezza al giorno trascorse online, e il 73% del tempo totale di navigazione è assorbito dalle app: tra queste hanno riscontrato un vero e proprio boom, per le motivazioni già indicate, quelle legate all’attività lavorativa (ad esempio Teams e Zoom) nonché all’attività scolastica (Google Classroom). Rilevante anche la crescita registrata dalle app legate a servizi di pubblica utilità, come Poste Id o IO.

Coerentemente con il quadro generale della situazione, i siti appartenenti ad alcune specifiche categorie hanno fatto registrare incrementi quasi clamorosi: è il caso dei contenuti legati all’educazione (+69%), alle attività e alle informazioni governative (+60%) e alla salute (+31%).

La penetrazione complessiva dell’utilizzo di Internet in Italia raggiunge quota 73%, con un divario ancora importante con altri Paesi come USA (90%), Regno Unito (86%) e Spagna (84%).

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Novità in arrivo su Whatsapp per privacy e chat di gruppo

A partire dall’8 febbraio entrano in vigore le nuove condizioni privacy di WhatsApp. La comunicazione trasmessa agli utenti della popolare app per notificare l’aggiornamento ha scatenato numerose polemiche, soprattutto per la dicitura che vincola gli utenti stessi ad accettare l’informativa privacy per continuare ad utilizzare WhatsApp. In realtà l’avviso altro non è che una modifica contrattuale unilaterale dei termini e delle condizioni di servizio, che si rende necessario anche e soprattutto in ragione dell’interazione tra WhatsApp e Facebook, con relativa condivisione di dati, che nei mesi scorsi è stata da più parti contestata: in sostanza la notifica serve a Facebook per continuare ad impiegare i dati in arrivo trasmessi da WhatsApp, con la possibilità di a condividerli anche con Messenger e Instagram.

Oltre all’imminente aggiornamento delle condizioni privacy, WhatsApp si appresta ad introdurre anche una nuova opzione per limitare la possibilità che altri utenti aggiungano il nostro contatto alle chat di gruppo. La funzionalità potrà essere abilitata nella sezione Impostazioni, accedendo al sottomenù Privacy-Gruppi.

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Nuove frodi su WhatsApp: i messaggi-truffa arrivano dai contatti registrati in rubrica

Continuano a moltiplicarsi i tentativi di truffa ai danni degli utilizzatori di Whatsapp in tutto il mondo. La sua crescente popolarità ha trasformato il servizio di messaggistica istantanea in uno degli strumenti prediletti dagli hacker per la diffusione di virus e per l’attuazione di frodi finalizzate alla sottrazione di denaro o dati personali. Di recente sono state messe in atto numerose truffe facendo credere all’utente che il messaggio contenente il malware provenga da uno dei contatti registrati in rubrica: in questo modo ovviamente la potenziale vittima è molto meno diffidente e tende ad assecondare le richieste presenti nella comunicazione. I truffatori quindi inviano un messaggio che al destinatario appare proveniente da uno dei suoi contatti, invitandolo a scaricare una app attraverso il link riportato nel testo. Il link porta ad una pagina in cui si chiede l’autorizzazione all’installazione di app esterne al Play Store di Google nonché all’accesso alle notifiche: ottenuto il consenso dell’utente, si innesca il processo di diffusione del virus, con l’inoltro del link stesso a tutta la lista contatti del malcapitato.

Un analogo meccanismo caratterizza quella che è stata identificata come “truffa del codice a 6 cifre”. Anche in questo caso l’utente riceve un messaggio da uno dei contatti della rubrica e la diffusione del raggiro si basa ancora su un meccanismo a catena, quindi i contatti degli utenti che cadono nel tranello ricevono a loro volta il messaggio-truffa. In questo caso la comunicazione non contiene nessun link ma una breve richiesta: “Ciao, ti ho inviato un codice per sbaglio, potresti rimandarmelo?” seguita appunto da un codice. Nel momento in cui il codice viene trasmesso, come da richiesta, scatta appunto la diffusione a catena della frode e il truffatore entra in possesso dell’account Whatsapp della vittima, avendo così la possibilità di agire sul profilo stesso in totale libertà.

Quelle appena descritte non sono che le più recenti frodi perpetrate tramite la popolarissima app. I tentativi di truffa vengono messi in atto con metodi sempre nuovi ed è pertanto opportuno adottare alcune cautele, diffidando da richieste inaspettate e insolite (anche se provenienti da contatti noti), evitando la condivisione, la diffusione e l’invio di codici e informazioni personali e abilitando le notifiche di sicurezza (in modo tale da ricevere una notifica in caso di modifica del codice di accesso a 6 cifre) nonché la verifica a due passaggi (con inserimento di un PIN personale al momento della registrazione del proprio numero di telefono su WhatsApp).

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9 febbraio 2021: Giornata Internazionale per la Sicurezza in Rete

Il 9 febbraio ricorre il Safer Internet Day (SID), la Giornata Internazionale per la Sicurezza in Rete. La data, istituita dal 2004 per promuovere un impiego sicuro, responsabile e consapevole delle nuove tecnologie e del web, si celebra in oltre 140 Paesi ed è ormai diventata un punto di riferimento per gli operatori dell’IT e delle telecomunicazioni nonché per la società civile e per le istituzioni. Un vero e proprio simbolo internazionale, dunque, creato allo scopo di far riflettere l’opinione pubblica, e in particolare le fasce più giovani della popolazione, sulla sicurezza in Rete e sull’importanza del ruolo attivo degli utenti nel contrasto ai potenziali rischi in agguato sul web.

Ogni anno in occasione del Safer Internet Day vengono organizzati eventi, convegni, campagne di sensibilizzazione e altre iniziative focalizzate su cyberbullismo, pedopornografia, privacy, dipendenza da videogames, problematiche sociali e psicologiche derivanti dall’eccessivo utilizzo delle nuove tecnologie e altre tematiche affini.

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2020 meno investimenti in cybersecurity e aumentano attacchi informatici

L’Osservatorio Cybersecurity & Data Protection del Politecnico di Milano ha pubblicato i risultati delle ultime rilevazioni sul mercato delle soluzioni di sicurezza informatica nell’anno appena concluso. Anche questo settore non è esente dalle ripercussioni della grave emergenza sanitaria ancora in corso: la pandemia non ha bloccato del tutto la crescita degli investimenti, che aumentano del +4% rispetto al 2019, ma ha segnato un rallentamento rilevante, poiché almeno un’impresa su cinque ha diminuito il budget destinato alla cybersecurity.

Il report ha riscontrato inoltre un aumento degli attacchi informatici, dovuto in parte alla crescente abilità dei cybercriminali nonché a fattori legati alla diffusione capillare delle piattaforme di collaborazione e del lavoro da remoto, che naturalmente implica l’utilizzo di dispositivi personali e reti domestiche.

La ricerca del Politecnico ha inoltre constatato che un’impresa su due ha trasformato la crisi attuale in un’occasione di rinnovamento e per sensibilizzare sempre di più i dipendenti nei confronti delle questioni legate alla tutela dei dati personali. Le aziende del settore hanno mostrato una particolare propensione ad investire nelle soluzioni di “endpoint security” (quindi finalizzate alla protezione di ciascun dispositivo connesso alla rete) e di “network & wireless security” (quindi di protezione delle infrastrutture da accessi impropri). Persistono, comunque, rilevanti lacune dal punto di vista organizzativo per quanto riguarda la responsabilità della sicurezza informatica, poiché solo il 41% delle grandi aziende affidano questa competenza ad una figura professionale specializzata.

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Wikipedia adotta un codice di condotta contro la disinformazione e la manipolazione delle notizie

La celeberrima enciclopedia online Wikipedia, diffusa in tutto il mondo e pubblicata in 30 lingue diverse, ha deciso di adottare un codice di condotta contro abusi, disinformazione e manipolazione delle notizie. L’organizzazione no profit che gestisce Wikipedia, la Wikimedia Foundation, ha adottato un documento vincolante per tutti i contributori al fine di ridurre il più possibile i tentativi deliberati di manipolazione di informazioni e fatti. La decisione rientra nel quadro di un deciso contrasto ai fenomeni distorsivi e di manipolazione dei contenuti presenti sulla piattaforma, al fine di incrementare il grado di sicurezza del sito.

Le fake news e l’attendibilità delle informazioni presenti in rete sono ormai da tempo in primo piano nel dibattito pubblico e costituiscono un punto di focale importanza per gli operatori del settore in una fase storica in cui le piattaforme sono chiamate a contrastare con sempre maggiore forza e determinazione qualsiasi fenomeno di disinformazione, in particolare per i contenuti manipolabili a scopi politici o che promuovano condotte violente.

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Adolescenti sempre più esposti ai rischi del web

Telefono Azzurro, in occasione del Safer Internet Day, che nel 2021 ricorre nella giornata di martedì 9 febbraio, ha pubblicato dati allarmanti in merito alle problematiche comportamentali, psicologiche, emotive e sociali dei ragazzi legate all’utilizzo di Internet. Purtroppo il crescente impiego degli strumenti digitali nel periodo della pandemia ha portato ad un notevole e drammatico incremento degli abusi online, tanto che oltre il 30% dei ragazzi che si sono rivolti a Telefono Azzurro per disturbi e disagi riscontrati nel mondo virtuale hanno anche riferito di aver tentato il suicidio o di aver comunque pensato di togliersi la vita nonché di aver messo in atto comportamenti autolesivi. A queste gravi evidenze si aggiungono inoltre le rilevazioni dell’Osservatorio Indifesa, che ha raccolto le opinioni di migliaia di adolescenti italiani su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere, bullismo, cyberbullismo e sexting: il 68% degli intervistati dichiara di aver assistito ad episodi di bullismo o cyberbullismo e il 61% ne è vittima in prima persona. Più del 42% dei ragazzi dichiara di aver subìto violenza psicologica da coetanei e il 66,3% individua nel cyberbullismo il maggiore rischio online. In questo quadro non possono non avere un peso le misure anti-Covid che, allo scopo di contenere il contagio, hanno radicalmente modificato numerosi comportamenti e abitudini sociali: a pesare in particolare sugli adolescenti è il distanziamento sociale, tanto che il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo.

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Fare acquisti con gli occhiali high tech

Tempestive, azienda insediata al polo tecnologico pordenonese, ha ideato degli occhiali high tech che, attraverso la realtà aumentata integrata con l’ internet delle cose, permetteranno all’ acquirente online di vedere i prodotti di un negozio come se fossere all’ interno dello stesso; in pratica, il rivenditore indosserà gli occhiali hig tech e il cliente vedrà gli oggetti presenti nel negozio. Potrà così fare un’ esperienza d’ acquisto che, sebbene attraverso un PC e a distanza, si avvicinerà molto allo shopping “fisico”; potrà zoomare sul prodotto che maggiormente gli interessa e magari evidenziarlo con una penna virtuale. Il negoziante, da parte sua, vedrà in tempo reale il prodotto che gli viene chiesto, percependo le immagini trasmesse dagli occhiali sovrapposte a quelle fisiche dell’ oggetto all’ interno del punto vendita. Questa tecnologia, oltre che agli acquisti online, potrà essere applicata anche ad altri settori: si potrebbe usare, per esempio, per visitare un museo o un monumento o per essere guidati da uno chef nella realizzazione di una ricetta.

Fonte:

https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/occhiali_hi_tech_azienda_tempestive-5723366.html

Gli acquisti online? Adesso si fanno da casa e con gli occhiali hi tech. Valentina Silvestrini, 25 gennaio 2021

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