Facebook introduce Manage Activity

Nascondere o cancellare i vecchi post su Facebook sarà più semplice grazie a Manage Activity, una nuova sezione recentemente introdotta. Grazie a questa novità si può gestire da un unico luogo quello che si trova in bacheca, scegliendo di archiviare oppure cancellare le vecchie pubblicazioni. L’archiviazione consiste nel mettere da parte i post che si desidera siano visibili solo all’utente, mentre la cancellazione consiste nello spostare in un apposito cestino i post da eliminare, i quali verranno rimossi definitivamente dopo un periodo di 30 giorni. Inoltre, per facilitare la procedura si può agire in blocco in base ad un determinato periodo oppure in base alla presenza di una determinata persona nelle suddette pubblicazioni.

I PARTNER DEL PROGETTO

Sito web realizzato nell’ambito del progetto e-RA Digitale: il consumatore incontra il web - finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico (DM 7 febbraio 2018). Le attività di assistenza, consulenza, formazione ed informazione promosse nell’ambito della realizzazione del progetto e-RA DIGITALE sono rese a titolo gratuito




Con Google Sodar mantieni la giusta distanza

Anche se il Lockdown è finito è bene mantenere comunque un comportamento di prevenzione. Uno tra questi, molto importante, è la distanza sociale. Google ha pensato bene di creare “Sodar” uno strumento digitale che ci aiuta a mantenere 2 metri di distanza dalle persone che si trovano intorno a noi. Questa funzionalità è disponibile solo per smartphone Android, attraverso il browser Chrome, accedendo all’indirizzo sodar.withgoogle.com. Per utilizzare Sodar bisogna inquadrarsi i piedi con la fotocamera posteriore dello smartphone, e successivamente sullo schermo apparirà una linea bianca la quale indicherà i due metri di distanza.

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Sovravvivere alle frodi

Negli ultimi tempi il rischio di essere vittime di frodi, sia per i consumatori che per le aziende, è progressivamente cresciuto ma, con alcuni accorgimenti si può evitare di cadere in trappola. La frode consiste principalmente in un qualsiasi tipo di falsa dichiarazione da cui qualcun altro può trarre beneficio. Generalmente il termine è associato a questioni finanziarie ma può riguardare anche questioni personali. La maggior concentrazione dei tentativi di frode si ha durante i periodi dei saldi e di intenso shopping online come ad esempio il periodo COVID19. Gli attaccanti agiscono approfittando degli acquirenti frettolosi e poco attenti che sono alla ricerca frenetica di buoni affari. Il principale obiettivo è il furto di informazioni finanziarie mediante la tecnica del “phishing” ma, anche il furto di dati personali per poi rivenderli è redditizio per gli attaccanti.  Sconti esagerati, l’imitazione di siti web popolari, strane forme di pagamento, false politiche di reso, mancanza di informazioni riguardo alla policy del sito, sono tutti indicatori di frodi in agguato. Di seguito un elenco di comportamenti da adottare per essere al sicuro:

  • evitare reti WI-FI pubbliche e gratuite;
  • evitare di utilizzare stazioni di ricarica USB pubbliche in quanto potrebbero contenere malware;
  • fare le opportune verifiche prima di acquistare online;
  • controllare nell’informativa della privacy che il sito non inoltri a terze parti i dati relativi al metodo di pagamento;
  • evitare di aprire mail o messaggi di dubbia provenienza.

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L’e-Commerce post-covid

In questi mesi di confinamento tanti italiani si sono avvicinati agli acquisti online e le imprese hanno riadattato il proprio modello, garantendo continuità alle proprie attività.

Secondo le stime di Netcomm in un solo mese, dall’inizio della crisi sanitaria, si è registrato un salto evolutivo verso il digitale di 10 anni: le abitudini di acquisto e i comportamenti dei consumatori italiani si sono spostati a favore dell’eCommerce.

Molti consumatori hanno fatto acquisti on line per sopperire alle proprie esigenze e anche dopo le riaperture dei negozi questo trend non si è modificato.

In questa situazione l’intero ecosistema del digitale ha adottato misure a tutela di tutti i consumatori mettendo innanzitutto gli acquirenti nelle condizioni di poter acquistare e pagare in totale trasparenza e sicurezza.

Sono cambiate soprattutto le modalità di spedizione e di consegna. È cresciuto notevolmente il click&collect, ovvero la possibilità di ordinare online un prodotto e di ritirarlo in negozio da parte del cliente perché consente una gran flessibilità, adattamento alle esigenze di mobilità e, soprattutto, distanziamento sociale. Un altro modello che ha preso piede in Italia, poi, è il proximity commerce, che permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di delivery, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Si tratta di un servizio che ha finalmente raggiunto cittadini e piccoli centri abitati che fino a poche settimane fa non avrebbero immaginato di poterne beneficiare.

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Dispositivo genera elettricità sfruttando le ombre

Un nuovo dispositivo che è in grado di creare elettricità sfruttando ombre, è stato creato dai ricercatori dell’ università di Singapore; il dispositivo è stato denominato come GENERATORE DI ENERGIA AD EFFETTO OMBRA. Riesce a sfruttare il contrasto tra le aree illuminate e quelle illuminate di meno perché ombreggiate per generare piccole quantità di elettricità.

Si tratta di un’ idea nuova che potrebbe aprire la strada a nuovi dispositivi in grado di alimentare piccoli dispositivi elettronici.

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App per evitare file e non perdere tempo

Dall’inizio del lockdown dovuto al coronavirus, davanti a supermercati, negozi e uffici rimasti aperti si sono creati problemi per la gestione delle code, e il fenomeno si è intensificato nella Fase 2 a causa delle normative sulla gestione degli ingressi. In questa fase tutti i rivenditori si sono attrezzati per gestire le code che inevitabilmente si creeranno davanti ai negozi. Per i consumatori in questi mesi sono nate molte applicazioni e soluzioni innovative per affrontare il problema e garantire sicurezza o per cercare di gestirlo con maggiore efficienza. Molti ipermercati hanno acquistato  delle app che gestiscono l’affluenza dei consumatori che hanno la possibilità di “mettersi in fila stando a casa”, creano delle code virtuali e avvisano il cliente quando si avvicina il momento dell’ingresso. In questo modo si evitano le lunghe attese e i rischi di assembramento. Queste app potrebbero facilitare e agevolare gli accessi anche successivamente nei periodi di maggiore affluenza dei consumatori ai negozi (es: periodi di saldi) o per accedere ad uffici normalmente molto frequentati.

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Vova.com nel mirino dell’Antitrust

In queste settimane l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato sta svolgendo un’attività di monitoraggio sull’e-commerce, in particolare in merito alla commercializzazione di prodotti legati alla attuale emergenza sanitaria. Nell’ambito di tale attività l’AGCM ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di ZC (FR) Limited, società responsabile della piattaforma www.vova.com sulla vendita di prodotti destinati alla prevenzione e alla diagnosi del coronavirus. Il sito ha messo in vendita presunti test kit per diagnosticare il virus attraverso la rilevazione degli anticorpi del Covid-19 nel sangue, nonostante le autorità sanitarie abbiano più volte ribadito l’inattendibilità di questo metodo: si tratta dunque di una pratica che espone a gravi rischi la salute dei consumatori. Inoltre la piattaforma ha impiegato dei claim che attribuiscono impropriamente ad alcune mascherine filtranti una particolare efficacia in termini di protezione dal virus stesso.

L’Authority, infine, ha ritenuto opportuno avviare degli accertamenti in merito ai prezzi particolarmente elevati riscontrati sulla piattaforma nel periodo di emergenza sanitaria.

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I costi della didattica online possono superare i 3.400 euro a famiglia

In questi mesi l’emergenza sanitaria ha costretto milioni di studenti a ricorrere, in seguito alla chiusura delle scuole, alla didattica online. Gli istituti hanno rimodulato la didattica secondo metodi completamente diversi rispetto a quelli precedentemente in uso e soprattutto le famiglie sono state costrette a dotarsi dei mezzi necessari per consentire ai ragazzi di seguire le lezioni. Le potenzialità dell’insegnamento a distanza sono notevoli – ad esempio per il risparmio di tempo e per la possibilità di rivedere le lezioni anche al di fuori dell’orario scolastico – ma implicano anche costi importanti se non addirittura proibitivi. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha realizzato un’indagine da cui è emerso che per ogni famiglia il costo medio per i dispositivi (computer o tablet, webcam e microfono) e per antivirus, pacchetto di programmi base e connessione a internet è compreso tra 369,75 e 3.418,19 Euro. Si tratta di cifre importanti, soprattutto perché numerose famiglie devono anche affrontare le gravose ripercussioni economiche della pandemia. Le amministrazioni regionali hanno predisposto bonus e sussidi dedicati, che tuttavia non sempre sono sufficienti a coprire tali costi.

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Ecco come funzionerà l’app Immuni

Il commissario per l’emergenza Domenico Arcuri ha reso noto che la app “Immuni” (realizzata per tracciare le persone potenzialmente contagiate dal Coronavirus) sta passando la fase di test e che sarà operativa entro la fine del mese di maggio. La app è stata messa a punto per elaborare una mappa della diffusione del COVID-19 in tutta Italia e ha fatto discutere a causa delle possibili ripercussioni sulla protezione dei dati personali, tanto che lo strumento verrà valutato anche dal Garante della Privacy.

Quando sarà operativa, la app consentirà di intervenire rapidamente per minimizzare il contagio, poiché le autorità sanitarie potranno utilizzarla per contattare coloro i quali siano entrati in contatto con una persona risultata positiva al virus. Lo strumento prevede il tracciamento tramite bluetooth per poter avvertire chi potrebbe essere stato contagiato dopo essersi avvicinato ad un soggetto positivo e consente di tenere una sorta di diario clinico rispondendo ad una serie di domande sul proprio stato di salute per valutare la possibilità di aver contratto il virus.

Attraverso il bluetooth (quindi senza ricorrere alla geolocalizzazione) verrà rilevata la vicinanza tra dispositivi e sullo smartphone di ciascun cittadino registrato verrà generata una lista di codici identificativi anonimi (quindi non legati alle identità degli utenti) di tutti i device con cui è entrato in contatto. Nel momento in cui un utente registrato effettuerà il tampone, riceverà dall’operatore sanitario un codice per caricare i dati raccolti dalla app su un server. La app si collegherà periodicamente ad un sistema centrale per verificare l’eventuale presenza, fra i codici di utenti che hanno scaricato il programma, di una persona risultata infetta, in modo da poter appunto notificare il rischio di contagio agli utenti a cui il soggetto positivo è entrato in contatto.

Per consentire l’operatività della app, l’utente dovrà attivare il bluetooth e autorizzare le comunicazioni in caso di emergenza.

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L’Antitrust e la battaglia dei falsi medicinali per curare il coronavirus

Il Nucleo Antitrust della Guardia di Finanza ha riscontrato la presenza sul web di centinaia di siti web, banner e link che riportavano a farmacie abusive che commercializzavano falsi medicinali contro il coronavirus. Considerando le potenziali gravi conseguenze per la salute in cui rischia di incorrere chiunque acquisti i prodotti in questione, l’AGCM ha trasmesso la lista degli URL dei siti coinvolti ai principali browser e dei motori di ricerca (come da Google a Apple, da DuckDuckGo a Italiaonline, da Microsoft a Yahoo e Mozilla) esortandoli ad impedire la vendita dei farmaci oggetto dell’indagine, rimuovendo gli indirizzi stessi dai risultati di ricerca ed evitando l’indicizzazione dei risultati che contengano collegamenti ai siti identificati appunto come farmacie abusive.

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